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1. DISTURBI DELLA NUTRIZIONE

La nutrizione č la scienza degli alimenti e del loro rapporto con la salute.

4. CARENZA E TOSSICITĀ DEI MINERALI

ZINCO

L'organismo contiene 2-3 g di zinco (Zn), concentrati soprattutto nelle ossa, nei denti, nei capelli, nella cute, nel fegato, nei muscoli, nei leucociti e nei testicoli. Un terzo dei 100 mg /dl (15,3 mmol/l) di zinco presenti nel plasma è legato debolmente all'albumina, mentre i 2/3 circa sono strettamente legati alle globuline. Vi sono più di 100 metalloenzimi di zinco, tra cui le nicotinammide adenina dinucleotide (NADH) deidrogenasi, le RNA e DNA polimerasi, i fattori della trascrizione del DNA, la fosfatasi alcalina, la superossido dismutasi e l'anidrasi carbonica. L'assunzione dello zinco con la dieta, da parte degli adulti in buona salute, varia da 6 a 15 mg/die con un assorbimento del 20% circa. La carne, il fegato, le uova e il pesce (specialmente le ostriche) sono delle buone fonti di zinco. L'RDA è di 0,2 mg/kg/die per gli adulti.

Carenza: i segni e i sintomi della carenza di zinco includono l'anoressia, il ritardo della crescita, il ritardo della maturazione sessuale, l'ipogonadismo e l'ipospermia, l'alopecia, i disturbi autoimmunitari, le dermatiti, la cecità notturna, i disturbi del gusto (ipogeusia) e la ritardata guarigione delle ferite. I primi segni della carenza di zinco nei bambini poco nutriti sono la crescita subottimale, l'anoressia e l'alterazione del gusto. Le più gravi manifestazioni della carenza di zinco sono state riportate nei nani iraniani. Questi maschi adolescenti, che consumavano grandi quantità di argilla, presentavano un ritardo della crescita e dello sviluppo sessuale e poi anemia, ipogonadismo, epatosplenomegalia, cute rugosa e letargia mentale. Dopo il trattamento con una dieta ben bilanciata, contenente un'adeguata quantità di zinco per 1 anno, sono comparsi i peli pubici, gli organi sessuali sono aumentati di dimensioni, la crescita lineare è stata riacquistata e la pelle è tornata normale. L'anemia ha risposto alla somministrazione di ferro. La carenza di zinco si sviluppa in alcuni pazienti affetti da cirrosi perché viene perduta la capacità di ritenere lo zinco.

I segni biochimici associati alla carenza di zinco comprendono i ridotti livelli plasmatici dello zinco (< 70 mg/dl [< 10,7 mmol/l]), della fosfatasi alcalina, dell'alcol deidrogenasi nella retina (che giustifica la cecità notturna) e del testosterone plasmatico, la compromessa funzione dei linfociti T, la ridotta sintesi del collagene (che causa una scarsa guarigione delle ferite) e una ridotta attività della RNA polimerasi in diversi tessuti.

La valutazione clinica della lieve carenza di zinco è difficile perché molti dei segni e dei sintomi non sono specifici. Tuttavia, se una persona malnutrita ha un livello plasmatico di zinco ai limiti inferiori, si alimenta con una dieta ricca di fibre e di fitati incluso il pane integrale (che riduce l'assorbimento di zinco) e ha una ridotta sensibilità gustativa, un alterata risposta linfocitaria ai mitogeni e una ridotta funzione dell'ormone gonadico, deve essere sospettata una carenza di zinco e deve essere tentato un trattamento con dei supplementi di zinco (15-25 mg/die).

La carenza materna può determinare una anencefalia nel feto. La carenza secondaria si verifica nelle epatopatie, negli stati di malassorbimento e durante la nutrizione parenterale prolungata. Si possono osservare nictalopia e letargia mentale.

L'acrodermatite enteropatica, un raro disordine ereditario autosomico recessivo, fino a qualche tempo fa fatale, è causata da un malassorbimento di zinco. Il difetto riguarda l'incapacità di formare una proteina di trasporto che permetta l'assorbimento dello zinco nell'intestino. Di solito, i sintomi iniziano dopo che il neonato è stato svezzato dal latte materno. Questa malattia è caratterizzata da una dermatite simil-psoriasica, dalla perdita dei capelli, da una paronichia, da un ritardo di accrescimento e dalla diarrea. La terapia con il solfato di zinco, alla dose di 30-150 mg/die, determina una remissione completa.

Tossicità: l'assunzione di grosse quantità di zinco (200-800 mg/die), di solito attraverso cibi acidi o bevande contenuti in recipienti zincati, può causare vomito e diarrea. Dosi di zinco che variano da 100 a 150 mg/die interferiscono con il metabolismo del rame e causano ipocupremia, microcitosi dei GR e neutropenia. La febbre da inalazione di fumi metallici, detta anche febbre dei fonditori o tremori da zinco, è un rischio industriale dovuto all'inalazione dei vapori di ossido di zinco che causano dei danni neurologici.

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