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2. MALATTIE ENDOCRINE E METABOLICHE

8. MALATTIE DELLA TIROIDE

TUMORI DELLA TIROIDE

CARCINOMA DELLA TIROIDE INDOTTO DA RADIAZIONI

L'irradiazione interna della tiroide da parte di isotopi radioattivi liberati dalle esplosioni atomiche (in Giappone e nelle isole Marshall) e dall'incidente del reattore di Chernobyl ha avuto come risultato un notevole aumento del rischio di cancro della tiroide, soprattutto nei bambini. Inoltre, il cancro della tiroide è stato il risultato dell'irradiazione esterna della testa, del collo e del torace superiore effettuata in passato per trattare una varietà di affezioni minori, tra le quali le tonsilliti ricorrenti, le adenoiditi, l'acne, la tinea capitis e l'ingrandimento del timo, come anche patologie gravi come il morbo di Hodgkin e la leucemia. Nel corso di queste procedure la tiroide veniva irradiata accidentalmente.

Benché non vengano riconosciute sul momento, dosi relativamente piccole di radiazioni nel corso della prima e della seconda infanzia accrescono il rischio che si sviluppino neoplasie tiroidee benigne e maligne. Un'alterazione della tiroide si può sviluppare dopo circa 5 anni dall'esposizione, ma il paziente mantiene un rischio aumentato per almeno 30 o 40 anni dopo l'esposizione. Probabilmente non più di 1/3 dei soggetti irradiati sviluppa un tumore della tiroide; la maggior parte è benigna. Tuttavia, circa il 7% del gruppo dei soggetti irradiati sviluppa un carcinoma della tiroide; per lo più si tratta di carcinomi papillari o misti follicolari-papillari, generalmente a crescita lenta e relativamente non aggressivi. I tumori sono spesso multicentrici e la scintigrafia tiroidea non sempre individua le aree coinvolte. Sono stati spesso osservati foci cancerosi microscopici all'interno di aree considerate clinicamente normali.

La valutazione iniziale di tutti i pazienti sottoposti a irradiazione esterna e interna della ghiandola tiroide deve comprendere una scintigrafia tiroidea con 123I, probabilmente un'ecografia tiroidea, e un esame obiettivo della ghiandola per mettere in evidenza qualunque anomalia palpabile. In assenza di qualsiasi alterazione, molti medici raccomandano dosi di ormoni tiroidei che riducano il TSH, con lo scopo di sopprimere la funzione tiroidea e la secrezione di tireotropina per ridurre la probabilità di sviluppare un tumore tiroideo. La dimostrazione di un'anomalia scintigrafica o ecografica in assenza di alterazioni palpabili richiede una decisione clinica circa l'esecuzione di una biopsia con agoaspirato, la necessità di un periodo di terapia soppressiva con ormoni tiroidei o l'opportunità di un trattamento chirurgico. In aggiunta, nel corso della valutazione iniziale devono essere misurati gli autoanticorpi tiroidei, dato che un ingrandimento diffuso o irregolare della ghiandola può essere dovuto alla tiroidite di Hashimoto (linfocitaria). Occorre effettuare l'esame obiettivo del collo una volta l'anno. La scintigrafia non viene ripetuta di routine.

Quando è richiesto l'intervento chirurgico, il trattamento di scelta è la tiroidectomia subtotale o totale seguita, nel caso si identificasse un tumore maligno, dall'ablazione con radioiodio del

tessuto tiroideo residuo a seconda delle dimensioni, del tipo istologico e dell'invasività. L'intervento deve essere eseguito da un chirurgo di provata esperienza nella chirurgia tiroidea, dati i rischi connessi con tale procedura, che comprendono l'ipoparatiroidismo e la resezione del nervo laringeo ricorrente.

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