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2. MALATTIE ENDOCRINE E METABOLICHE

12. METABOLISMO IDRO-ELETTROLITICO, MINERALE E ACIDO-BASE

METABOLISMO DELL'ACQUA E DEL SODIO

DISORDINI DEL METABOLISMO DELL'ACQUA E DEL SODIO

Sebbene i disordini dell'equilibrio dell'acqua e del Na si verifichino spesso contemporaneamente, è utile considerarli in maniera distinta.

Bilancio dell'acqua: l'acqua totale corporea è distribuita fra il ICF (2/3) e il ECF (1/3). I deficit o gli eccessi puri di acqua sono distribuiti fra il ICF e il ECF in misura pressoché equivalente. Perciò, i segni clinici dell'alterazione del volume del ECF solitamente non sono pronunciati nei disordini puri dell' TBW; al contrario, i segni clinici sono di solito correlati alle modificazioni dell'osmolalità del ECF. Poiché la concentrazione sierica del Na è il principale determinante dell'osmolalità del ECF, l'iperidratazione determina iponatriemia, mentre la disidratazione determina ipernatriemia. Il termine disidratazione viene spesso utilizzato in riferimento ai deficit combinati di Na e TBW, ma descrive meglio la deplezione pura dell'TBW. Il termine iperidratazione descrive meglio un incremento relativamente puro dell'TBW.

Bilancio del sodio: poiché il Na è in larga parte confinato al ECF, i deficit o gli eccessi del contenuto totale corporeo di Na sono caratterizzati rispettivamente dai segni della deplezione di volume del ECF o del suo sovraccarico. La concentrazione sierica del Na non si modifica necessariamente di pari passo con i deficit o gli eccessi del Na totale corporeo.

La determinazione dello stato del volume del ECF è basata esclusivamente sull'esame obiettivo. La pressione venosa centrale (Central Venous Pressure, CVP) può essere calcolata aggiungendo 5 mm Hg all'altezza della pulsazione della vena giugulare interna al di sopra del secondo spazio intercostale mentre il paziente è in posizione supina con la testa e il tronco sollevati di 30. La CVP può essere misurata in modo diretto utilizzando un catetere venoso centrale posizionato nell'atrio destro o nella vena cava superiore. La CVP normale è compresa tra 1 e 8 cm H2O (tra 1 e 6 mm Hg). Questa misurazione indica in modo attendibile lo stato del volume intravascolare, a meno che il paziente non abbia un tamponamento pericardico, una disfunzione della valvola tricuspide, uno scompenso ventricolare sinistro acuto o uno scompenso cardiaco destro puro. Se queste condizioni sono presenti, la pressione di incuneamento capillare polmonare è un indicatore più accurato della pressione di riempimento del ventricolo sinistro e del volume intravascolare effettivo. La pressione di incuneamento capillare polmonare solitamente varia tra 6 e 13 cm H2O (tra 5 e 10 mm Hg). Oltre all'aumento della CVP, anche l'eccesso di volume del ECF determina edema. Perché un edema possa essere messo in evidenza con l'esame obiettivo, in un adulto medio di 70 kg si deve verificare un aumento del ECF di circa 3 l. Se si escludono le cause locali, come un'ostruzione venosa o linfatica, la presenza di edema è un segno attendibile di un eccesso di Na. La presenza di manifestazioni cliniche ulteriori dell'eccesso di Na, come l'edema polmonare, dipende in larga misura dalle condizioni cardiache e dalla distribuzione del ECF tra il compartimento vascolare e quello interstiziale.

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