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2. MALATTIE ENDOCRINE E METABOLICHE

16. IPOLIPIDEMIA E LIPIDOSI

LIPIDOSI

(Malattie da accumulo lipidico) Malattie da accumulo lisosomiale, caratterizzate dal deposito di lipidi in eccesso nelle cellule reticoloendoteliali.

MALATTIA DI GAUCHER

(Lipidosi glucocerebrosidica)

Raro disordine familiare a carattere autosomico recessivo del metabolismo lipidico, che determina accumulo di glucocerebrosidi anomali nelle cellule reticoloendoteliali e che si manifesta clinicamente con epatosplenomegalia, alterazioni della pigmentazione cutanea, alterazioni scheletriche e pinguecole.

Sommario:

Introduzione
Eziologia e anatomia patologica
Sintomi, segni e prognosi
Diagnosi
Terapia


Sebbene sia rara, la malattia di Gaucher è la lipidosi osservata più di frequente nella pratica clinica.

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Eziologia e anatomia patologica

Il difetto di base sembra essere una mancanza di attività della glucocerebrosidasi, che normalmente idrolizza i glucocerebrosidi a glucoso e ceramide. L'esordio generalmente è infantile, ma può verificarsi anche nei lattanti o negli adulti. Il reperto anatomopatologico tipico è una diffusa iperplasia delle cellule reticoloendoteliali. Le cellule sono infarcite di glucocerebrosidi e hanno un citoplasma fibrillare, di forma variabile, e uno o molti piccoli nuclei disposti eccentricamente. Esse si trovano nel fegato, nella milza, nei linfonodi e nel midollo osseo.

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Sintomi, segni e prognosi

Sono state sistematizzate tre forme cliniche principali della malattia, in base ai diversi deficit enzimatici cellulari. Il tipo I, la forma cronica non neuropatica degli adulti, è il più frequente e si manifesta soprattutto con ipersplenismo, splenomegalia e lesioni ossee. Il tipo II, la forma neuropatica infantile acuta, è associata a splenomegalia, gravi alterazioni neurologiche e morte, di solito entro i primi 2 anni di età. Il tipo III, la forma giovanile, può manifestarsi a volte nell'infanzia e combina le caratteristiche della forma cronica degli adulti con una disfunzione neurologica lentamente progressiva, ma generalmente lieve. I pazienti che sopravvivono fino all'adolescenza possono vivere per molti anni.

Il reperto fondamentale è la splenomegalia (v. anche Sindromi splenomegaliche nel Cap. 141). Si osservano epatomegalia e occasionalmente linfoadenopatia. L'interessamento osseo può provocare dolore e a volte compare una tumefazione delle articolazioni adiacenti. Possono essere presenti pinguecole e pigmentazione bruna della cute. L'esordio nei lattanti è più acuto (forma cerebrale) rispetto agli adulti e si possono notare rigidità nucale e opistotono. L'interessamento della milza e del midollo porta frequentemente a pancitopenia. Possono aversi epistassi e altre emorragie dovute a trombocitopenia. Alla radiografia si osservano uno svasamento delle estremità delle ossa lunghe e un assottigliamento della corticale.

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Diagnosi

Le cellule tipiche si riscontrano nel midollo osseo, nell'aspirato splenico o nei campioni delle biopsie epatiche e la diagnosi può essere confermata dimostrando l'assenza di attività glucocerebrosidasica nelle cellule in coltura. La malattia di Gaucher può essere diagnosticata prima della nascita tramite l'amniocentesi o il prelievo dei villi coriali. Le tecnologie basate sul DNA possono permettere la dimostrazione dell'allele specifico della malattia. Il gene che codifica per la b-glucosidasi acida è situato sul cromosoma 1 ed è stato mappato nella regione 1q21.

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Terapia

La terapia sostitutiva con glucocerebrosidasi placentare purificata (alglucerasi), modificata per permettere un efficiente trasporto ai lisosomi dei macrofagi e somministrata EV, ha prodotto miglioramenti clinici evidenti nei pazienti con malattia di tipo I. Sebbene venga attualmente somministrata per infusione EV in un periodo di 1-2 h, di solito 1 volta q 2 sett. (la dose viene individualizzata, con una dose iniziale fino a 60 U/kg per infusione), si stanno ancora mettendo a punto schemi di dosaggio definitivi (dose, frequenza e velocità di somministrazione). Tuttavia, è sufficiente un dosaggio considerevolmente inferiore a quello approvato dalla FDA di 60 U/kg ogni 2 sett.

Nei pazienti con anemia, leucopenia o trombocitopenia, o quando le dimensioni della milza determinano disturbi, può essere indicata la splenectomia. I pazienti anemici possono avere bisogno anche di trasfusioni di sangue.

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