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7. MALATTIE DELL'ORECCHIO, DEL NASO E DELLA GOLA

86. NASO E SENI PARANASALI

RINITE

Edema e vasodilatazione della mucosa nasale, rinorrea e ostruzione nasale.

(V. anche Rinite Allergica nel Cap. 148)

Sommario:

Introduzione
Diagnosi e terapia
RINITE ATROFICA
    Terapia
RINITE VASOMOTORIA
    Terapia

La rinite acuta è la tipica manifestazione di un raffreddore comune (v. Raffreddore comune nel Cap. 162); può essere causata anche da infezioni streptococciche, pneumococciche o stafilococciche. La rinite cronica è di solito un prolungamento di una rinite subacuta infiammatoria o infettiva, ma si può verificare anche in corso di sifilide, TBC, rinoscleroma, rinosporidiosi, leishmaniosi, blastomicosi, istoplasmosi e lebbra, tutte caratterizzate dalla formazione di granulomi con distruzione di tessuto molle, cartilagine e osso. Queste condizioni causano ostruzione nasale, rinorrea purulenta e frequenti emorragie. Il rinoscleroma causa anche la progressiva ostruzione nasale da parte del tessuto infiammatorio ispessito nella lamina propria. La rinosporidiosi è caratterizzata da polipi sanguinanti.

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Diagnosi e terapia

La diagnosi e la terapia della rinite batterica acuta si basano sull'identificazione dell'agente patogeno e sulla sua sensibilità agli antibiotici. Nella rinite acuta, la vasocostrizione topica con un'amina simpaticomimetica quali la fenilefrina allo 0,25% q 3-4 h, per non più di 7 gg, allevia la congestione nasale, come anche le amine simpaticomimetiche sistemiche, quali la pseudoefedrina 30 mg PO q 4-6 h.

La diagnosi di rinite cronica si basa sull'accertata presenza del microrganismo patogeno specifico in coltura o nella biopsia. La terapia consiste in un'appropriata terapia antibiotica.

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Rinite atrofica

Rinite cronica caratterizzata da una mucosa atrofica e sclerotica, eccessiva ampiezza delle fosse nasali, formazione di croste e odore fetido.

L'eziologia è sconosciuta, anche se l'infezione batterica vi prende parte certamente. La mucosa si trasforma da epitelio cilindrico pseudostratificato ciliato in epitelio squamoso stratificato e si verifica una riduzione dello spessore e della vascolarizzazione della lamina propria. È presente anosmia, mentre l'epistassi può essere ricorrente e grave. La rinite atrofica si differenzia dalle altre forme di rinite cronica per l'eccessiva ampiezza delle fosse nasali, causata dall'atrofia dei vasi sanguigni e delle ghiandole sieromucose della lamina propria.

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Terapia

La terapia è diretta alla riduzione delle croste e all'eliminazione del cattivo odore. Possono essere efficaci gli antibiotici topici (come la bacitracina 500 U/g in una base di petrolato) gli estrogeni per via topica o sistemica e la terapia con vitamine A e D. L'occlusione o la riduzione dell'ampiezza delle fosse nasali, ottenute chirurgicamente oppure con un tampone di lana, diminuiscono la formazione di croste, causata dall'effetto essiccante del flusso d'aria sulla mucosa atrofica.

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Rinite vasomotoria

Rinite cronica caratterizzata da congestione vascolare intermittente della mucosa nasale, starnuti e rinorrea acquosa.

L'eziologia è incerta e nessuna allergia può essere dimostrata. La mucosa congesta varia dal rosso vivo al porpora. La condizione è caratterizzata da periodi di remissione e di esacerbazione. La condizione sembra essere aggravata da un clima asciutto. La rinite vasomotoria si differenzia dalle infezioni nasali virali o batteriche per la mancanza dell'essudato purulento e delle croste. Si differenzia invece dalla rinite allergica per l'assenza di un allergene identificabile.

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Terapia

La terapia è empirica e non sempre soddisfacente. I pazienti trovano beneficio dall'inspirazione di aria umidificata; p. es., con un sistema di riscaldamento centrale umidificato oppure con un vaporizzatore nella stanza da lavoro e nella camera da letto. Le amine simpaticomimetiche sistemiche (p. es., negli adulti pseudoefedrina 30 mg PO q 4-6 h al bisogno) riducono i sintomi, ma non sono consigliate per un uso regolare a lungo termine. I vasocostrittori topici devono essere evitati poiché fanno in modo che la vascolarizzazione della mucosa nasale perda la sensibilità ad altri stimoli vasocostrittori, p. es., l'umidità e la temperatura dell'aria inspirata. È presente una vasodilatazione, eccetto che dopo l'applicazione di un forte stimolo come un'amina simpaticomimetica topica.

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